giovedì 6 luglio 2017

AVREI VOLUTO

Avrei voluto che tu fossi
madre a me
e non ai figli miei,
esser la prima
donna della mia vita.

Ti è toccato esser l'ultima,
la definitiva,
quella che mi cammina al fianco,
che mi siede davanti a colazione,
che non mi chiede
più nulla,
perché mi conosce come
mia madre che mi ha messo
al mondo.

Non mi ero accorto,
scusami,
che tu avevi esaudito da tempo
quel mio istintivo desiderio.

Scritta a Maximiliansau il 22.11.10

***

Questa poesia mi è capitata sottomano mentre rimettevo in ordine alcuni documenti. Vista la data devo averla già postata nel precedente mio Blog, che la maggior parte dei miei follower attuali non conosce o non ricorda. La ripropongo oggi.

***


32 commenti:

  1. In effetti non la conoscevo e la trovo molto bella.
    Non vorrei azzardare, ma forse parla del rimpianto dovuto a una malattia... non so, forse è un'interpretazione personale.
    Un abbraccio grande!

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    1. È una tua interpratazione, ma in effetti qualche sentimento del genere me l'ha ispirata. Anna Maria ha sempre sostenuto di avere cinque figli: il primo sono me. Quando i ragazzi sono diventati adulti e si sono creati le loro famiglie, le è rimasto solo un figlio, che da parte sua, ha finalmente capito quello che lei intendeva dire. Ne è nata una sorte di nostalgia per quello che avrebbe potuto essere e per volontà della natura non è mai stato.
      Ecco la mia interpretazione personale.

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    2. I versi sono struggenti, darne un'interpretazione non è più possibile visto che hai brillantemente espresso il reale senso e contenuto della tua poesia; senso che rende quei versi ancora più toccanti perché profondamente personali.

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    3. Grazie, come sempre trovi il nocciolo subito.
      Ho pensato bene, sia la prima volta nel precedente blog, sia adesso se avessi dovuto postare questo mio sentimento così personale. Poi ho pensato che noi poeti se abbiamo un valore, tra i tanti che ci vengono riconosciuti, che ha valenza universale è quello di sollecitare sensazioni pari se non identiche a quelle espresse nei versi, che se ne stanno nascoste all'insaputa di tutti. Allora l'ho postata.

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  2. Un gran bel riconoscimento per la compagna della tua vita , anche perchè deve aver avuto la pazienza di Giobbe.
    Cri

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    1. Cosa fai, insinui?
      :-)))
      Pazientissima, ma forse io per lei sono stato il grande amore della sua vita.
      Anche lei per me, a guardare bene bene.
      VIN

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    2. Eh lo so che tu concordi.
      ahahahah

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  3. Eh... le mogli di ieri! Mogli e... madri.
    Bella.
    sinforosa

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    1. Che dire? Io avevo davanti agli occhi l'esempio di mamma, che ha fatto da madre -veramente- per quell'eterno ragazzino di mio padre. Poi ho visto mia cognata dedicare la sua vita a mio fratello. Si incavolava con le figlie, col figlio, col padre, con le sorelle, con me; mai una parola contro mio fratello, mai una contro mio padre. Con mia madre un po' ce l'aveva, ma l'ha aiutata fino alla fine come quella figlia che lei voleva e che non ha avuto.

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  4. Quando un uomo scrive alla sua donna una poesia così, rende unico il percorso fatto insieme. Tu sei un uomo molto fortunato. E pure lei. Io che conosco il vecchio blog, non me la ricordo ma la mia memoria ultimamente fa cilecca. Bacio Enzo.

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    1. So che tu conosci il mio vecchio blog.
      Una poesia così nasce spontanea quando uno con un po' di sensibilità, oggettività e sincerità (senza scomodare paroloni sull'amore, sulla passione e così via) si guarda indietro cercando dove l'ha indovinata e dove invece ha toppato. Allora, se si è onesti, si capisce l'immane lavoro -tra l'altro assai misconosciuto e negletto- che la sua metà silenziosamente ha fatto, sopportando tutto, e lo ha fatto non per sé, nemmeno per i figli, ma per il suo uomo.
      Certo, Mariella, io sono un uomo molto fortunato: ho incontrato lei che è rimasta sempre malgrado le mie follie, ho avuto quattro figli di cui posso vantarmi -ma non diciamolo a loro- nipoti straordinari ed ancora ho incontrato visivamente e per contatto, ma anche nel mondo virtuale amici e amiche che mi rallegrano la vita.
      Bacio. Enzo

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  5. Ciao Enzo...semplicemente bella e vera.

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  6. Bella, veramente bella! C'è dentro tutto il vostro rapporto, un gran bel rapporto direi :) e anche la sorpresa di un desiderio realizzato già da tempo...concretizzatosi istantaneamente davanti agli occhi.

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    1. Hai notato la sorpresa per un desiderio realizzato e "concretizzatosi istantaneamente davanti agli occhi".
      Nota molto valida, che va a merito della tua sensibilità.

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  7. ...non dico nulla, Vincenzo, non saprei aggiungere altro, basta quel che hai scritto tu: c'è un secolo d'amore dentro a queste righe.
    Sai, c'è una canzone di Roberto Vecchioni che, sia pure partendo da un altro punto di vista, racconta l'amore alla tua stessa maniera ed è bellissima: ti metto il link per ascoltarla:
    https://www.youtube.com/watch?v=Kiqqjpv0TNc
    Non lo faccio mai, ma mi permetto di dirti che poteva concludere splendidamente questo tuo scritto.

    Ecco il testo:
    Per amarti senza amare prima me
    vorrei essere tua madre…
    Per vedere anche quello che non c’è
    con la forza di una fede
    per entrare insieme
    nel poema del silenzio
    dove tu sei tutto quello che sento;
    per amarti senza avere una ragione,
    tranne quella che sei viva,
    e seguire il fiume della tua emozione
    stando anche sulla riva;
    leggerei il dolore
    da ogni segno del tuo viso
    anche nell’inganno di un sorriso.
    Vorrei essere tua madre
    per guardarti senza voglia,
    per amarti d’altro amore;
    e abitare la tua stanza
    senza mai spostare niente,
    senza mai fare rumore:
    prepararti il pranzo
    quando torni e non mi guardi,
    ma riempire tutti i tuoi ricordi.

    Ma il problema vero è se ci tieni tu
    ad avermi come madre:
    fatalmente non dovrei spiegarti più
    ogni gesto, ogni mia frase:
    mi dovresti prendere
    per quello che io sono,
    non dovrei più chiederti perdono.
    Vorrei essere tua madre
    anche per questo,
    e mille e mille altre ragioni:
    ti avrei vista molto prima,
    molto presto,
    e avrei scritto più canzoni:
    forse ti avrei messo in testa
    qualche dubbio in più,
    cosa che non hai mai fatto tu…
    Forse ti avrei fatto
    pure piangere di più,
    ma non hai scherzato neanche tu…

    p.s.: ho scritto anch'io qualcosa che assomiglia a questo modo luminoso e speciale di amare. Se la ripesco, la pubblicherò.
    Un abbraccio per tutti e due, tu e Anna Maria.

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    1. Grazie del link e dei versi. Aspetto i tuoi.
      Sì, Vecchioni viene dalla mia parte: vorrebbe essere lui la mamma della sua lei; io invece vorrei lei come madre, e scoprire che lo è sempre stata prima di allargarmi il cuore mi ha stupito. Perché lei aveva capito istintivamente di cosa io avessi bisogno, ma mai, ripeto MAI, mi ha dato a vedere che mi stava proteggendo come solamente una madre sa fare. Temeva di rovinare tutto conoscendo il mio orgoglio e la mia arroganza. Allora, quando eravamo giovani, forse non glielo avrei perdonato perché non avrei capito, adesso non so come ringraziarla.

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  8. Che dire Vince'?!
    Avercene de Uomini come te!
    Ciao.
    E ritorno ogni tanto....
    Quando il "ballerino della Scala mister T"
    Mi lascia vivere.

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    1. Ti rivedo sempre volentieri. Sono una specie d'uomo strana, a volte mirabile, a volte detestabile. Riuscire a convivere insieme a me così tanto tempo senza tentare almeno una volta un maschicidio la considero un'aureola di santità.

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  9. Eh, le donne! Madri mogli compagne amanti amiche...... e tanto altro.
    STupenda dichiarazione d'amore Vincenzo!
    Sì, non storcere il naso :) d'amore perchè non c'è nulla di più profondo dell'amore di una madre. Nemmeno di una moglie che ti sta accanto da così tanto tempo da sembrare da sempre.

    ps noi abbiamo 32 anni e mezzo di matrimonio alle spalle eh...

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    1. Io l'ho sempre saputo e SEMPRE dichiarato che voi donne siete molto di più della metà del mondo, almeno un tre quarti...
      No, non storco il naso: nulla vale l'amore di una madre, ma quello di una moglie che sotto sotto ti fa da madre (anche quando te le rompe...maternamente) è tale che insomma io lo metto alla pari.

      ps. parlo per esperienza, noi abbiamo 22 anni più di voi di matrimonio alle spalle eh....

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    2. ahahahahahhaah parliamo entrambi a ragion veduta allora.

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    3. Ne ho dimenticato un pezzooooo!

      Credo che sia inscritto nel dna femminile quello di essere materne. Per tanto che un padre/marito si preoccupi riesce comunque a rezionalizzare meglio il tutto.. Noi no! Troppo di pancia viviamo certe esperienze

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    4. Pat, già con dieci anni di matrimonio e quattro marmocchi si può dare un giudizio su questa vecchia usanza....

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    5. Nel vostro DNA avete voi tante cose buone buone e altre un po' meno, altre addirettura molto meno, come per esempio la critica di tutte le cose casalinghe -si fa per dire- che un uomo tenta di intraprendere, tipo pulirsi il proprio angolo e mettersi a posto la scrivania.

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    6. Sono attività che il mio maritino non conosce quelle 😆
      Quando fa ordine getta carta inutile... per terra! Grrrrrrrrrrrrr
      Una volta la raccoglievo adesso gli porto il bidone della carta 😃😃😃😃

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    7. Ma guarda! Tutta mia moglie.

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    8. Quasi quasi ti faccio una pernacchia 😂😂😂😂😂😂😂

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    9. Le pernacchie lasciano il tempo che trovano e poi passano, le cattive abitudini restano.
      AHAHAHAHAHAHAH

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  10. A essere vuoti e un po' carogna potrei leggerci una vaga incestuosità in questi fantastici versi, perché per quanto poeta resto bastardo dentro.. ;)

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    1. Capisco attè ma credimi sei lontanissimo. Considera l'età mia e della mia donna. Credo tu debba pensare piuttosto al senso di gratitudine e di stupore che piglia dopo una vita passata insieme, dove i ruoili si confondono e dove non c'è più la donna-amante, la donna-amica, la donna-sorella e la donna-madre. Nacque da quel senso di stupore la spinta a scrivere sta poesia.
      Però un pizzico di sana cattiveria ci sta in tanta generale blandizia. Ok, Franco.

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